Majid Tavakoli, da 3 mesi in isolamento. E ora spuntano nuove accuse
3/10/2010 01:03:00 AM Posted In Dolatabadi , Evin , Majid Tavakoli , studenti Edit This 0 Comments »
Sono passati tre mesi dal giorno del suo arresto, e Majid Tavakoli si trova ancora in isolamento nel carcere di Evin. Il leader del movimento studentesco, catturato il 7 dicembre 2009, giornata dello studente, dopo un discorso pubblico tenuto al politecnico Abir Kabir, è stato nel frattempo torturato, processato senza la presenza del suo avvocato e condannato a 8 anni e mezzo di prigione dalla sezione 15 del Tribunale rivoluzionario (giudice Salavati). In questo periodo, ha potuto fare una sola telefonata alla famiglia (il giorno dopo il processo) e ha ricevuto una visita del fratello Ali. Ma non bastava ancora.Ora contro Majid Tavakoli si apre un nuovo capitolo accusatorio, legato a fatti accaduti vari anni fa, quando era direttore della pubblicazione studentesca Khat-e-Sefr (Linea zero), chiusa dalla censura nel 2006. Si aggiunge inoltre una nuova accusa di "offese contro la Guida suprema" a completare il quadro. Tavakoli è stato sottoposto, fin dai primi giorni di detenzione, a pressioni e minacce per fare pubblica ammenda delle accuse rivolte alla Guida suprema nel discorso del 7 dicembre. Secondo quanto afferma Reporters and Human Rights Activists in Iran il procuratore di Tehran in persona, Jafari Dowlotabadi, si recò in carcere per spingerlo a pentirsi e a presentare le sue scuse formali alla Guida Suprema Khamenei, ma senza successo. Tavakoli ha mantenuto lo stesso atteggiamento fermo e intransigente anche nel corso del processo, il che spiega il trattamento particolarmente severo che gli viene riservato.
Tavakoli, nel corso della sua vita, ha già trascorso ben 20 mesi in prigione di cui 7 in isolamento. Proprio oggi, dalla Repubblica Ceca, è giunta la notizia che l'organizzazione People in Need ha assegnato a lui e ad Abdollah Momeni (altro dissidente iraniano, liberato pochi giorni fa dopo quasi 9 mesi di carcere) il premio Homo Homini Award, attribuito ogni anno a quanti si impegnano "nella promozione dei diritti umani, della democrazia e della soluzione non violenta dei conflitti politici."
Tavakoli, nel corso della sua vita, ha già trascorso ben 20 mesi in prigione di cui 7 in isolamento. Proprio oggi, dalla Repubblica Ceca, è giunta la notizia che l'organizzazione People in Need ha assegnato a lui e ad Abdollah Momeni (altro dissidente iraniano, liberato pochi giorni fa dopo quasi 9 mesi di carcere) il premio Homo Homini Award, attribuito ogni anno a quanti si impegnano "nella promozione dei diritti umani, della democrazia e della soluzione non violenta dei conflitti politici."
Amici dell'Iran


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